Come tutte le altre arti marziali e gli sport da combattimento, anche il Muay Thai in tempi moderni ha subito una forte modernizzazione dovuta alla nascita di molte federazioni che, oltre a contribuire allo sviluppo dell’arte a livello mondiale, hanno anche reso molto difficile districarsi e capire quali siano le realtà più o meno serie e più o meno riconosciute. Partendo ovviamente dalla Thailandia, nei primissimi anni ’90 si profila l’esigenza di creare un organismo che possa regolamentare l’ambito professionistico del Muay Thai in patria, ma soprattutto nel mondo, dove il proliferare di federazioni e titoli mondiali senza alcun valore cominciava a diventare critico, allontanandosi sempre più dalla vera tradizione. Nasce così il World Muay Thai Council (WMC), sotto il patrocinio del Governo Thailandese, del Ministero dello Sport e di Sua Maestà il Re di Thailandia. Successivamente, dopo lunghe contese tra le varie organizzazioni già esistenti, viene creata anche l'International Federation of MuayThai Associations (IFMA), con lo scopo di regolamentare e sviluppare l’insegnamento del Muay Thai a tutti i livelli, a partire da quello amatoriale, con l'obiettivo finale di portare il Muay Thai alle Olimpiadi, risultato che grazie al suo rafforzamento e al suo riconoscimento da parte del Comitato Olimpico Internazionale e al diretto collegamento con il World Muay Thai Council, è ormai in procinto di realizzarsi. Anche in Italia la situazione risultava molto complessa, a causa della presenza di numerose “federazioni” nazionali, che con colpi più o meno duri si sono contese per molto tempo il titolo di unico organismo ufficiale. Finalmente, dopo molti anni, la Federazione Italiana KickBoxing Muay Thai Savate ShootBoxe Sambo (FIKBMS) ha trovato l’intesa per la riunificazione ed il riconoscimento da parte di IFMA, WMC, CONI, CIO ed elaborato un percorso unico per far crescere nel migliore dei modi questa arte marziale anche nel nostro paese.

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